Manifattura fiorentina

Lampada

1690
argento sbalzato, cesellato e inciso; altezza cm 39

nell’iscrizione incisa in due degli ovali del corpo sono richiamati i donatori e l'anno 1690: PRIORE LA S.A MA. G.A LOY SATANUCCI NE TICCIATI DA FIR.ZE ESTTIMI.A PESCATORI DA BARBERINO DI VALDESSA PRI SER ERAS-SMO PESCATORI E M.RO LOR. DELLA BELLA 1690 / ELEM.E DE BENEFATTORI DI CERRETO GU.DI A PERSUAS.NE DEL P.D VINC.O TICCIATI DOTT.RE NEL­L'UNIVERSITA DI FIR.ZE TEOLOGO DELLA R. DI CARLO EMANUEL. D.CA DI SA­VOIA E PRI.RE VALLONIBROSANO 1690.

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L’oggetto rappresenta una diretta evoluzione stilistica rispet­to alle lampade votive della metà del XVII secolo e si caratterizza per il profilo piriforme, nel quale domina il deciso aggetto degli attacchi, costituiti da ampie foglie dal contorno frastagliato, sulle quali sono agganciate le catenelle di sospensione. Ma, anche se questo elemento strutturale avvicinerebbe il manufatto ad omologhi arredi databili alla metà del secolo, rileviamo che la lampada si differenzia per l’accentuata strozzatura, per la terminazione a ghianda e soprattutto per la tendenza dell'ignoto orefice fiorentino ad affidarsi ad un apparato decorativo scarsamente basato sulla tipica lavorazione a giorno, elemento qualificante le precedenti produzioni. Così la decorazione non risulta più emergere dal traforo, ma viene organizzata per fasce parallele, anticipando soluzioni che distingueranno sempre di più la lavorazione a partire dalla fine del secolo. L’autore propone, nelle fasce inferiori, profonde baccellature ed una teoria di larghi anelli concatenati, mentre, nella parte centrale del corpo, fra girali vegetali, vengono eseguiti a sbalzo, a bassissimo rilievo, alcuni cherubini, dal volto paffuto e dalle ali spiegate, che si alternano a scudi ovali, circondati da volute affrontate, includenti le iscrizioni dedicatorie e le figure, a mezzo busto, di sant’Antonio Abate, san Giovanni Gualberto, san Francesco, la Vergine del Rosario. La particolare attenzione fisionomica, con l’espressività e la caratterizzazione dei santi, soprattutto della Madonna, ed il panneggio spezzato delle vesti, segnato da numerose pieghe arcuate, tendono ad ottenere effetti chiaroscurali e pose che ri­cordano le figurazioni pittoriche dell'ultima fase della maniera fiorentina.