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La Corale San Leonardo |
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Sul colle, dove ad est il sorgere del sole illumina le case di Porta a Palagio e Porta Fiorentina ed ad ovest dove il tramonto tinge di rosso quelle di Porta Caracosta e Porta Santa Maria a Pozzolo, ben cinque Chiese hanno scandito i tempi della liturgia accompagnati da sempre da musica corale per rendere più solenni anche le modeste cerimonie. Possiamo dire che è innato nel popolo cerretese credente il desiderio stati d'animo e voglia di manifestare il il proprio credo attraverso il canto liturgico quale immaginario ponte che dalla sponda terrena avvicina la volta celeste, lassù, dove le intime richieste chiedono grazia. Da sempre anche attraverso un isolato cantore accompagnato da un estemporaneo ed autodidatta suonatore di pianola o di organo, è risuonata nelle chiese la melodia di un canto liturgico, un atto di partecipazione diretta che rende ancora più solenne il mistero eucaristico espresso dal sacerdote sull'altare. Ecco che come succede sempre, un piccolo gruppo di fedeli decide di andare oltre all'improvvisazione e ritiene che è giunto il momento di dare concretezza al progetto di rendere stabilee continuativa la disponibilità di alcune volonterose persone e dare vita ad una corale. Anno Domini 1988: la corale è una realtà e la ricerca di una guida musicale che assumesse il sigillo autentico di questo nuovo progetto trova immediata soluzione nella persona di Leonardo Allegri, maestro di musica. Leonardo carica sulle ampie spalle il peso dell'inizio gioioso, pieno di speranze, euforico ed entra subito nel vivo dell'organizzazione e disegna, e assegna, a ciascuno la propria parte e plasma l'iniziale gruppo eterogeneo fino a renderlo un coro con bassi e tenori, contralti e soprani. Per le feste natalizie del 1988 riesce a presentare al pubblico cerretese il primo concerto di Natale che riscuote un caloroso successo. Sull'onda dell'entusiasmo l'anno successivo si arriva addirittura all'autofinanziamento da parte dei "cantori" per coprire le prime modeste spese di gestione. La programmazione dei canti rispetta la necessità di rendere più solenni le celebrazioni liturgiche dove la S. Messa è punto di primo riferimento, ma nello stesso tempo l'evolversi della preparazione e della valenza porta il coro a confrontarsi con altri cori in alcune rassegne che vengono organizzate nel territorio acquistando pertanto esperienza e sicurezza. La strada è tracciata e la Corale attraverso la pazienza e la sapienza del Maestro Leonardo Allegri acquista una sua identità, il progetto si trasforma in realtà operante, l'impegno aumenta e non tutti, a volte, sono in grado di confermare la propria disponibilità quando la Corale partecipa a varie rassegne. È il classico momento di difficoltà quando l'euforia cede il passo alla consapevolezza dell'impegno e della prospettiva futura. E dobbiamo dare atto e ringraziare il maestro Allegri di aver saputo coniugare la seria e decisa impostazione musicale con il bonario convincimento a continuare magari facendo leva anche sulla possibilità di nuovi inserimenti tra i cantori, ciò che in segiuto e puntualmente avvenuto. Fino a quando anche la disponibilità del maestro Allegri, per ragioni di impegni e di lavoro,è stata prima messa in forse poi cessata con grande dispiacere di tutti ma con la consapevolezza del grande merito e del ringraziamento che erano d'obbligo riservargli. L'immediato interessemento di Don Donato, che con la sua lungimiranza desiderava che il patrimonio acquisito relativo alla presenza della Corale non andasse perduto, ha ridotto al minimo il tempo in cui la Corale è rimasta orfana della sua guida e subito sono ricominciate le prove con la direzione del Maestro Simone Valeri. Il tempo necessario per capire chi e cosa dirigeva e via con il proprio progetto: "le basi di lettura delle parole scritte sotto il rigo musicale vanno bene, afferma, ma ora è tempo di leggere ed imparare ciò che sta scritto nel rigo musicale perché la perfetta lettura della nota da sicurezza per la giusta tonalità e facilita l'apprendimento del gesto del Maestro". Simone Valeri, professore, concertista, attento lettore, magistrale esecutore, intende dirigere una vera Corale da poter presentare ad un pubblico esperto ed esigente e pertanto impone il suo indirizzo specifico ed esige un salto di qualità. Senza volo fantastici possiamo immaginare lo stato d'animo della maggioranza dei cantori che erano partiti con l'intento di cantare insieme agli altri un Gloria o una Ave Verum privi di qualsiasi intento tenorile o di contralto. Le prime prove sono state a dir poco glaciali e svolte nel più rigoroso silenzio con l'orecchio teso ad ascoltare i dettami del Maestro e con l'occhio ben aperto su quei righi dove le note piene o vuote apparivano e scomparivano nel rigo successivo. Ebbene chi ha la fortuna di ascoltare un concerto di Natala oppure una S. Messa cantata può certamente percepire la valenza musicale che la Corale esprime attraverso la sua esibizione in cui la melodia trasforma in valore aggiunto tutti gli insegnamenti della Guida. Il Maestro Valeri, con la sensibilità che gli è riconosciuta, ha dato fiducia a questo gruppo, portandolo a quel livello di Corale, così come lui ha sempre desiderato, attraverso quei principi che fin dall'inizio sono state le sue credenziali: serietà, rispetto umano, esperienza, preparazione e valenza musicale. Sua è stata anche l'idea di dotare la Corale di una divisa, per curare oltre la parte tecnica anche un immagine di approccio verso il pubblico che non ha carattere di futilità o di esuberanza ma addirittura di rispetto e di partecipazione. Lunga vita alla Corale "San Leonardo" di Cerreto Guidi.
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