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Il Santuario di S. Liberata |
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Opere |
Cenni storici |
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Poco distante dal medievale centro storico e al termine di Viale Vittorio Veneto si trova il santuario di Santa Liberata, ai piedi del poggetto detto "La Colombaia". Il quel luogo sorse, secondo un' antica tradizione, nel 1336 una cappella dedicata alla Vergine a ringraziamento della liberazione di Cerreto, dalle truppe di Mastino della Scala. |
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E' certo che il piccolo oratorio fin dal XIV secolo è appartenuto alla Compagnia della Beata Vergine di cerreto: nel tempo dopo aver subito molti ampliamenti e restauri (notevoli i lavori del 1655, del 1698, del 1798, del 1825, del 1899), l' oratorio ha assunto l' aspetto attuale con il portico, cinque altari di cui quattro nelle cappelle dedicate alla Madonna dei sette dolori, alla Madonna del Buon Consiglio, a San Giuseppe e a Santa Liberata, il presbiterio e la sagrestia. Questi lavori furono spesso concomitanti con l' accrescimento del culto a Santa Liberata, lì venerata da tempo immemorabile. La facciata e il campanile, danneggiati dall' ultima guerra, sono stati rifatti nel 1951 in forma diversa dalla precedente. Ulteriori restauri all' edificio, alle cappelle di Santa Liberata e del Buon Consiglio, e al soffitto ligneo col dipinto centrale (risalenti questi ultimi al 1899) sono stati fatti nel 1977 e 1999. L' oratorio della Beata Vergine, benedetto nel 1655, poi di santa Liberata, è stato elevato al titolo di Santuario nel 1966. Nel Santuario si trovano molte importanti opere d' arte, alcune non visibili e in attesa di restauri. Ne ricordiamo alcune tra le più rappresentative:
L' autore, ancora ignoto, è
da ricercarsi in uno dei pittori attivi nel territorio fiorentino in
ambito tardogotico. Il paliotto ligneo dell' altare è stato un dono di
Cosimo III. La cappella di
Santa Liberata, (la seconda a sinistra, entrando) creata nel 1655,
presenta l' affresco della santa, recentemente restaurato, che il Belliosi
attribuisce al maestro dei coniugi Datini, un anonimo pittore della fine
del trecento autore di una tavoletta raffigurante la Trinità con il
mercante Francesco Datini, sua moglie, sua figlia adottiva, che si trova a
Roma.
E' probabile che l' altare fosse consacrato in origine
a san Donnino, che tra l' altro un inventario del 1858 ricorda tra i
personaggi effigiato nella tela dell' altare. L' opera è di autore
ignoto. la quarta cappella (di fronte alla precedente), detta della
Madonna dei Sette Dolori, è stata per molti anni di patronato
privato della famiglia Saccenti, che vi eresse l' altare nel
1696. A parte alcune interessanti
epigrafi presenti, la cappella presenta le stesse affinità di quella
prospiciente di san Giuseppe; in questo caso la tela d' altare raffigura
"Cristo deposto dalla Croce", ma la cattiva conservazione
dell' opera non consente un esame attendibile sulla sua paternità. Nel santuario è altresì conservato un dipinto su tavola, di pertinenza dell' oratorio della Santissima Trinità, recentemente restaurato e autografato del Passignano. I festeggiamenti di santa Liberata hanno luogo il 18 gennaio, festa canonica, e la prima domenica di settembre, festa tradizionale, con grande concorso di fedeli che nel tempo hanno mostrato una costante devozione alla santa cui sono stati attribuiti eventi prodigiosi. |
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